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Del maiale non si butta niente? Nemmeno della mela!

melaQuanti sono gli usi della mela? Impossibile elencarli tutti. Pensiamo alle barrette energetiche che tradizionalmente se ne ricavano sulle Dolomiti bellunesi (i mitici kodinzon) oppure ai succhi di mela. Ultima nostra scoperta, a Vinitaly, un consorzio di produttori che hanno puntato sui succhi ottenuti dalle diverse varietà (e sul sidro). Oggi una bella notizia, in tema di economia circolare, riguarda invece l’utilizzo degli scarti di questo prodotto. L’Università di Bolzano – e non poteva esserci un terreno più propizio del Trentino Alto Adige per la sperimentazione – ha messo a punto un sistema per l’estrazione di sostanze utili per l’industria agroalimentari proprio dagli scarti.

La ricerca, pubblicata sulla rivista statunitense “Journal of Cleaner production“, ha un doppio valore. Da una parte offre all’industria del comparto alimentare nuove sostanze naturali, in previsione più convenienti rispetto a quelle artificiali. Dall’altra, affronta il problema degli sprechi di cibo, valorizzando gli scarti che altrimenti sarebbero destinati allo smaltimento, con ovvi costi collegati.

I ricercatori hanno sfruttato il potenziale dell’estrazione attraverso anidride carbonica supercritica (incolore, inodore, non tossica, non infiammabile) per ricavare composti fenolici e antiossidanti dagli scarti della lavorazione delle mele, dalla buccia ai torsoli. “I composti così ottenuti svolgono una più elevata azione antiossidante rispetto a quelli ricavati grazie a tecnologie tradizionali come la macerazione o l’estrazione tramite solvente”, commentano dall’équipe del prof. Scampicchio, responsabile della ricerca.

E non l’unica buona nuova in campo mele. Dal Piemonte infatti arriva la notizia che la Mela Rossa Cuneo Igp sta per concludere l’iter di certificazione con l’Università di Torino per la sostenibilità ambientale, dall’utilizzo delle risorse idriche ai trattamenti.

Come potremmo definire il futuro della mela italiana? All’insegna della sostenibilità e dell’economia circolare. Una scommessa che stiamo già vincendo.

 

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