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Mobili e rottami: un connubio possibile grazie all’alluminio riciclato

mobili alluminio riciclato

Nel mercato del mobile, in questi giorni in scena a Fiera Milano-Rho, si sta diffondendo una tendenza che mira a rigenerare alcuni scarti di metallo per trasformarli in complementi d’arredo.

I promotori di questo nuovo stile “ecologico” sono alcuni artigiani emergenti. Giovani designer che, sfruttando un talento o una passione creativa, cercano di soddisfare le esigenze di persone sempre più desiderose di personalizzare i propri ambienti domestici.

“Dalle moto destinate agli sfasciacarrozze – racconta Luca Varisco, estimatore delle due ruote – estraggo alcuni componenti in alluminio riciclato, come cerchi e catene, per dar vita a portariviste, appendiabiti, orologi da parete e tavoli funzionali ai più moderni appartamenti”.

Opere e creazioni irripetibili che, in base alle preferenze dei clienti, prendono forma dopo una complessa lavorazione. Un processo che, oltre al talento artigianale, richiede anche una conoscenza approfondita dei metalli.

“Tutti i pezzi – aggiunge il titolare di Mechart Milano – dopo un’intensa attività di smontaggio, vengono puliti, lucidati, tagliati se necessario, sottoposti a fresatura e verniciati. È un procedimento che richiede tempo e dedizione: in un anno riesco a comporre solo 500 pezzi circa”.

Questa micro impresa ha, dunque, dato vita a un metodo di produzione eco-sostenibile che riadatta, in modo innovativo, uno dei più comuni prodotti industriali. D’altra parte, l’alluminio, grazie alle sue proprietà, risulta facilmente modellabile: la durata, la leggerezza, la non tossicità lo rendono uno tra i materiali più reimpiegati nella filiera del riciclo.

Si tratta, d’altra parte, di un prodotto che, grazie a un tasso di recupero pari al 100%, mantiene invariate le sue peculiarità, oltre a consentire un risparmio pari al 90% dell’energia richiesta per produrlo.

“L’Italia non dispone di grandi quantità di bauxite (la materia prima utile per la realizzazione dell’alluminio, ndr): il suo recupero consente, pertanto, di ridurre drasticamente la richiesta di nuove quantità”.

 

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