
Terremoto Centro Italia, la rinascita delle aziende colpite dal sisma
- Redazione Artigiano in Fiera
- 8 anni fa
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E’ passato un anno dal terremoto che ha colpito il Centro Italia, soprattutto i comuni di Accumoli e Amatrice, e rinascere dopo un evento del genere non è mai un’impresa facile soprattutto per quanto riguarda le attività produttive. Ma con calma, rimboccandosi le maniche, si può provare a rinascere: si è parlato proprio di questo nel corso dell’ultima edizione de L’Artigiano in Fiera, che ha dedicato agli artigiani originari delle zone del sisma un’area ad hoc in cui potevano esporre – gratuitamente – i loro prodotti.
Appena abbiamo saputo del disastro che c’è stato ci siamo posti il problema di capire in che modo si poteva sostenere queste aziende. Il modo migliore è stato quello di dare loro uno spazio in temini espositivi in modo che potessero essere protagonisti di questo evento. E siamo molto colpiti dalla risposta del nostro pubblico
ha spiegato Gabriele Alberti, amministratore delegato di Ge.Fi., durante una tavola rotonda curata da TgCom24. Tra gli ospiti presenti all’incontro c’erano alcuni artigiani che vivono e lavorano in Centro Italia, come Valentina Fausti del Maiale Brado di Norcia che ha raccontato:
La nostra attività è quella di allevare dei suini allo stato brado, nascono e crescono all’aperto cibandosi soltanto di quello che trovano in natura. Ci stiamo facendo aiutare dai privati e dalle aziende tramite l’acquisto dei nostri prodotti, per una vera rinascita.
Tra i loro prodotti di punta c’è il guanciale, uno degli ingredienti indispensabili per preparare l’amatriciana. Piatto che ad Artigiano in Fiera, grazie al ristoratore Daniele Bonanni, è stato anche protagonista di un’iniziativa di solidarietà:
Per la nostra zona terremotata è più difficile ripartire. La nostra intenzione è ripartire dalle aziende attive ad Amatrice, che riescono a produrre sul territorio. Questo è fondamentale per la ripresa, e stiamo cercando anche di mantenere alta l’attenzione. L’amatriciana è diventata purtroppo il simbolo del terremoto ma anche il simbolo della rinascita: in un unico piatto possiamo presentare quello che è il territorio.
Anche il pecorino è un altro prodotto di eccellenza della zona colpita dal terremoto, e come ha spiegato Giacomo Ficco del Consorzio per la tutela dell’Amatriciano c’è bisogno di aiuto per continuare a lavorare:
Un pastore non si arrende facilmente, non abbandonerà mai il territorio. E’ per questo motivo che servono strutture leggere, per continuare la produzione dei formaggi e l’allevamento degli animali. Noi abbiamo costituito il Consorzio, ora dobbiamo sforzarci di tipicizzare il prodotto, ovvero il pecorino di Amatrice.
Ma il terremoto ha colpito anche altre realtà più lontane dall’epicentro come Kontemporanea, un laboratorio artigiano di San Severino Marche che si occupa della produzione di gioielli e, come ha raccontato Fabrizio Guerri,
io ho un piccolo laboratorio (che ora non è agibile) insieme a mia moglie in cui produciamo gioielli. Ogni pezzo è fatto a mano, partendo dalla cera, ed è unico. La realtà non è facile da vivere perché un evento del genere ti cambia la vita. La zona del Centro Italia è molto conosciuta per l’artigianato, siamo delle eccellenze perché riusciamo a produrre delle originalità che esistono solo in Italia.
E proprio per questo motivo anzi a maggior ragione bisogna dare, a loro e agli altri artigiani, una grande mano per ripartire, non solo in occasione dell’anniversario del sisma ma tutti i giorni dell’anno.

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