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Succo di rabarbaro: proprietà, usi e controindicazioni

succo di rabarbaro

Il succo di rabarbaro, che si ottiene dalle coste della omonima pianta erbacea originaria di Tibet e Cina, di stagione nei mesi primaverili (solitamente aprile), è un prodotto molto conosciuto e consumato soprattutto in Germania e nei Paesi del Nord Europa, che si può gustare da solo ma che si può anche usare come ingrediente per aperitivi alcolici e analcolici dal gusto insolito e particolare (come lo spritz al rabarbaro).

 

Benefici del succo di rabarbaro

Grazie alle sue numerose proprietà il succo di rabarbaro è una bevanda molto sana, dissetante e dal sapore leggermente aspro, utile come digestivo, per il benessere generale dell’apparato gastrointestinale.

Si ottiene dalla lavorazione dei gambi, che sono simili per aspetto e consistenza a quelli del sedano (le foglie del rabarbaro non vengono utilizzate perché contengono sostanze che in quantità elevata risultano tossiche per l’organismo), e si può associare anche ad alcuni tipi di frutta, come le fragole, i frutti di bosco o le mele, per un sapore ancora più sfizioso.

Il rabarbaro viene coltivato in Asia fin dai tempi antichi ma è solo nel 1700 che si diffonde il suo uso in Europa, soprattutto medicinale: infatti contiene sali minerali, come ferro, calcio, fosforo, magnesio, manganese, potassio e selenio, e vitamine, come la vitamina A, C e quelle del gruppo B. E’ anche ricco di polifenoli e di altre sostanze che stimolano la produzione dei succhi gastrici e della bile, e di flavonoidi, dall’effetto antiossidante di contrasto all’invecchiamento.

Inoltre il rabarbaro, anche sotto forma di succo, è utilizzato per il suo effetto lassativo ed è suggerito come rimedio naturale contro la stitichezza, assunto in piccole quantità e solo in caso di stitichezza occasionale.

 

Chi non deve consumarlo

L’assunzione di tutti i prodotti a base di rabarbaro, quindi anche il succo di rabarbaro, è sconsigliato alle donne in gravidanza e durante l’allattamento. Inoltre non devono consumarlo i bambini, le persone colpite da coliti, ulcere, calcoli renali ed emorroidi, e il suo uso può interferire con i farmaci diuretici e con quelli che si utilizzano in caso di aritmie cardiache.

 

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