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Bacca di sambuco | Glossario dell’artigianato

Bacca di sambuco:

La bacca di sambuco è il frutto del Sambucus, una pianta della famiglia delle Adoxaceae, una specie arbustiva di medie-grandi dimensioni, molto diffuso nei boschi italiani e nelle zone collinari. Il legno di questa pianta viene utilizzato soprattutto per la costruzione di giochi legati alla tradizione di regioni come la Toscana e il Veneto. I fiori, che sbocciano in primavera-estate, sono piccoli, odorosi e biancastri: si riconoscono perché fioriscono “a ombrello”; i frutti sono, per l’appunto, delle piccole bacche nero-violacee, che si riconoscono da altre bacche velenose perché quando maturano sono appese ad uno stelo rosso e guardano verso il basso (le bacche dello stesso colore ma rivolte verso l’alto sono nocive).

Le bacche di sambuco contengono acqua per l’80%, carboidrati, proteine, fibre, diversi sali minerali e vitamine A, C e alcune vitamine del complesso B. Contengono inoltre grandi quantità di sambucina, dalle proprietà diaforetiche e antinfiammatorie. Questa bacca viene usata in ambito alimentare e nella fitoterapia per le sue proprietà diuretiche e lassative, in caso di raffreddori e reumatismi e per depurare il fegato. Si possono fare decotti o tisane sia con i fiori che con le bacche.

Tutte le parti della pianta sono tossiche per la presenza di cianuro e vari alcaloidi, ad eccezione dei fiori e delle bacche mature (la maturazione va da inizio agosto a metà settembre), ma non i semi al loro interno. Perché i preparati a base di bacche di sambuco non siano tossici è sufficiente cuocere o far macerare le bacche in modo corretto: così facendo i composti cianogenetici si volatilizzano completamente. È il caso delle confetture preparate in casa o dei liquori o dei distillati a base di bacche di sambuco. Un’accortezza per i preparati domestici a base di questa pianta è la quantità, che non deve essere eccessiva per evitare spiacevoli effetti lassativi.

 

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