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Robinia | Glossario dell’artigianato

Robinia:

robinia pseudoacacia

la robinia pseudoacacia, nota anche come falsa acacia o gaggia, è una pianta della famiglia delle Fabacee originaria dell’America centrale e del nord e importata in Europa come pianta da giardino nel 17° secolo.

Molto bella e vedersi la robinia non è però solo una pianta ornamentale, ha anche importanti capacità di consolidamento dei terreni. Proprio con questa funzione la robinia pseudoacacia, albero deciduo o cespuglio spinescente in grado di estendersi rapidamente, venne impiegata a partire dagli ultimi venti anni del 1800 come argine ai terreni franosi vicino ai binari ferroviari di nuova costruzione, per il consolidamento di versanti e più in generale nell’attività forestale.

Proprietà della robinia pseudoacacia e usi

Ben adattabile anche ai clima caldi e aridi, oggi la robinia è diffusissima in tutta la zona sub-mediterranea e naturalizzata anche in Italia. Sbarcata dapprima in Francia (nel 1601) e degna dell’orto botanico di sua maestà, nell’orto botanico di Padova viene invece coltivata dal 1602.

La robinia può arrivare a un’altezza di 20-25 metri, il tronco è dritto e cilindrico, dotato di spine sulla parte alta così come sui rami, le foglie sono lunghe anche fino a una trentina di centimetri. La robinia o falsa acacia fiorisce a maggio, con boccioli bianchi e profumatissimi.

Oltre che pianta da ornamento e da consolidamento la robinia pseudoacacia ha anche impieghi alimentari (se ne ricava il miele di acacia) e terapeutici grazie all’olio essenziale che se ne estrae e agli altri principi attivi (contenuti perlopiù nei fiori): tannini, acidi organici, glucosidi, enzimi e sostanze chetoniche.

Praticamente parlando la robinia pseudoacacia o falsa acacia ha proprietà digestive e antispastiche quest’ultime sia a livello intestinale sia gastrico, è utile altresì contro flatulenza, meteorismo, esofagite, congestione biliare, gastrite e – grazie alla sue proprietà antinfiammatorie ed emollienti – può risultare efficace anche in relazione alle affezioni della gola e delle mucose del cavo orale.

Bisogna però considerare che in radici, foglie e corteccia della robinia sono contenuti alcaloidi tossici e anche se le tossine possono essere distrutte dal calore, è meglio assumere la robinia per automedicazione dietro parere medico-specialistico.

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