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Corallo del Giappone | Glossario dell’artigianato

Corallo del Giappone:

corallo del giappone

il corallo del Giappone è una varietà molto pregiata di corallo, originaria come suggerisce il nome del Paese asiatico. Nel nostro Paese è arrivato tra Ottocento e Novecento, e veniva lavorato soprattutto a Torre del Greco in provincia di Napoli.

Caratteristiche e tipologie del corallo del Giappone

Appartiene alla specie Paracorallium japonicum e solitamente viene pescato ad una profondità di oltre 200 metri. In seguito alla pesca viene tagliato e lavorato, e usato soprattutto per la produzione di monili.

Il cespo, prodotto da una sorta di polipo chiamato octocorallo (il corallo è il suo scheletro protettivo calcareo), ha una tipica forma a ventaglio e i suoi rami sono di dimensioni molto grandi: può raggiungere mediamente un’altezza di 30-40 cm e il peso si aggira intorno ai 2 o 3 chilogrammi.

Esistono diverse tipologie di corallo del Giappone, che si differenziano tra loro in base alla tonalità assunta ovvero:

  • rosso: a sua volta si distingue in rosso scuro (noto anche come aka o moro) e rosso vivo (conosciuto come momo o cerasuolo). Questa seconda variante è l’unica che può raggiungere il metro di altezza mentre la prima è più difficile da lavorare a causa della sua consistenza.
  • bianco: è conosciuto anche come shiro.
  • rosa pallido: si identifica con il nome di boché o pelle d’angelo. E’ molto raro ed è considerato il corallo più pregiato in assoluto.

Uno stesso cespo può essere formato da parti di colore diverso ma sia il corallo rosso che il bianco e il rosa pallido presentano una tipica venatura bianca: si tratta di una caratteristica che rende riconoscibili e facilmente identificabili tutti i coralli giapponesi. Non si tratta di un’imperfezione ma meno si nota nel prodotto finito (che può essere ad esempio una collana, un bracciale oppure un paio di orecchini) più il corallo è prezioso.


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