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Qual è la differenza tra DOP e IGP

Dop e IGP

Pasta Gragnano IGP, Parmigiano Reggiano DOC, Patata della Sila IGP, vino Montepulciano d’Abruzzo DOC: DOP e IGP sono due certificazioni sinonimo di prodotti enogastronomici tipici di alta qualità. Ma esattamente cosa significano questi acronimi e qual è la differenza tra loro? Diciamo subito che si tratta di marchi distintivi di prodotti tipici ufficialmente riconosciuti e rilasciati dall’Unione Europea su proposta del Ministero delle politiche agricole che impegnano al contempo i produttori a costanti controlli da parte di un ente indipendente di certificazione.

DOP e IGP sono dunque marchi tutelati e protetti a livello comunitario. A tutto beneficio dei consumatori e contro la contraffazione alimentare che nel caso del made in Italy costa 60 miliardi all’anno secondo la Coldiretti. Ricordiamo che l’Italia è il paese europeo con il più alto numero di prodotti agroalimentari DOP e IGP riconosciuti dall’Unione Europea.

DOP e IGP: il discrimine nel processo produttivo

La sigla DOP sta per Denominazione di Origine Protetta, IGP invece sta per Indicazione Geografica Tipica. Nel caso dei prodotti DOP è all’ambiente geografico di riferimento che sono ascritte tutte le qualità e le caratteristiche del prodotto. Nel caso degli IGP invece si fa riferimento a una data qualità o caratteristica del prodotto relativa a un determinato territorio (es. aceto balsamico di Modena IGP, limoncello IGP Sorrento, asparago bianco di Cimadolmo IGP).

Per ottenere il marchio DOP la produzione e la trasformazione del prodotto devono avvenire nell’area geografica determinata. Nel caso dei prodotti IGP il regolamento comunitario fa riferimento alla fase di produzione e/o trasformazione e/o elaborazione che devono avvenire in un dato territorio.

Il marchio DOP indica in soldoni che tutto il processo produttivo, dalla prima all’ultima fase, deve esplicitarsi nella zona stabilita, per ottenere invece il marchio IGP basta che una singola fase del processo produttivo avvenga nella zona di riferimento. Per tutti e due i marchi va comunque provata l’origine “storica” nei territori oggetto della denominazione.

Per essere ancora più chiari, per i prodotti DOP tutto quello che riguarda l’elaborazione e la commercializzazione del prodotto deve originarsi necessariamente nel territorio dichiarato; per i prodotti IGP invece il territorio dà, tramite alcune fasi o componenti dell’elaborazione, le sue caratteristiche particolari al prodotto ma non tutti i fattori che ne determinano la produzione sono “imputabili” al territorio dichiarato.

Per fare un esempio classico, la Bresaola della Valtellina IGP è un prodotto IGP perché ottenuto da carni di animali non allevate in Valtellina ma seguendo metodi di produzione tradizionali di quella zona e usufruendo del clima particolarmente favorevole alla stagionatura. Se invece la nostra bresaola venisse prodotta con carni di animali allevati in Valtellina allora ci troveremmo di fronte a un prodotto DOP.

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Come si ottengono le certificazioni DOP e IGP

Per ottenere il riconoscimento di un prodotto DOP o di un prodotto IGP bisogna fare domanda al Ministero delle politiche agricole e forestali. A presentare l’istanza dovrà essere una forma associativa che riunisca tutti i produttori della zona interessati a rendere quel dato prodotto tutelato. Nella domanda occorrerà identificare tutte le peculiarità distintive del prodotto in questione, la sua origine storica nel territorio, il cosiddetto Disciplinare di produzione e l’ente di certificazione tra quelli riconosciuti dal Ministero a cui affidare i controlli sulla conformità della produzione al Disciplinare.

Seguirà una fase di istruttoria al termine della quale, se il Ministero giudica positivamente l’istanza, la domanda sarà trasmessa per il riconoscimento del prodotto DOP o del prodotto IGP alla Commissione dell’Unione Europea che dovrà esaminarne la conformità al Regolamento 1151/2012. Se il giudizio è favorevole la domanda di certificazione DOP o IGP verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE e trascorsi tre mesi senza nessuna opposizione il prodotto otterrà il riconoscimento richiesto con tanto di iscrizione nell’Albo comunitario apposito.

Parmigiano Reggiano vacche rosse DOP 24 mesi

Nella vasta selezione di prodotti DOP accuratamente scelti per voi, disponibili sull’e-commerce di Artigiano in Fiera (il negozio online dedicato ai migliori prodotti artigianali d’Italia e non solo), c’è anche il Parmigiano Reggiano Vacche Rosse stagionato 24 mesi. Dal sapore equilibrato, questo formaggio prodotto secondo le tradizionali tecniche di lavorazione artigianale è sano e nutriente, gustoso e prelibato. La Denominazione di Origine Protetta accompagna i due marchi impressi sulle forme: “Razza Reggiana”  e “Vacche Rosse”. La vacca rossa (razza Reggiana) è una razza antichissima, molto robusta e grossa che si ammala difficilmente. Fa poco latte (15 litri contro i 60 litri delle vacche bianche e nere) che per questo è più pregiato, per un formaggio che ha meno colesterolo e lattosio già da 24 mesi ed è perciò consigliato dai nutrizionisti.

Porchetta di Ariccia IGP

 

Tra i prodotti a Indicazione Geografica Protetta disponibili sullo shop online in cui gli espositori di Artigiano in Fiera promuovono tutto l’anno i propri prodotti spicca la porchetta di Ariccia IGP. Lavorata esclusivamente a mano, senza l’aggiunta di conservanti, questa porchetta è realizzata secondo le antiche tecniche artigianali e con carne di suini sceltissimi, poi cotta in forni artigianali di vecchio stampo per darle quel sapore unico e inimitabile. La porchetta di Ariccia IGP si scioglie in bocca: la pelle è croccante e fragrante, ma la polpa resta morbidissima. La carne è sapientemente preparata con un equilibrato mix di rosmarino, sale, pepe e aglio. Saporita e gustosa, la porchetta di Ariccia IGP è un vera delizia in purezza, ottima per un nutriente secondo o per farcire un succulento panino.

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