Blog Post

Come si legge l’etichetta del riso

Etichetta del riso

Il riso è uno degli alimenti base di un gran numero di diete, anche tra loro molto diverse. A seconda della forma del chicco, esso può essere:

comune od originario se i chicchi sono piccoli e tondi
semifino se i chicchi sono tondi e di media lunghezza
fino se i chicchi sono lunghi e affusolati
superfino se i chicchi sono grossi e fini

Le varietà di riso sono numerose, per esempio tra le più note troviamo: Arborio, Parboiled, Carnaroli, Basmati, Ribe, Originario, Vialone nano. Esse non possono essere miscelate tra di loro.

Il riso non può subire alcun tipo di trattamento chimico o fisico, e non si possono aggiungere sostanze che possano provocare cambiamenti del colore naturale o della composizione.

L’unico trattamento permesso è quello parboiled, ossia la bollitura parziale, perché consente di conservare al meglio le vitamine e i sali minerali contenuti nel riso e inoltra ne aumenta la resistenza allo spappolamento durante la cottura.

C’è inoltre il riso extra che è quello che contiene un massimo dell’1,5% di chicchi che sono stati rotti o fatturati durante la lavorazione. Non si può vendere riso con una percentuale di chicchi rotti superiore al 12%.

 

Etichetta del riso

L’etichetta del riso deve contenere le informazioni obbligatorie su denominazione di vendita, quantità netta, termine di conservazione e indicazioni particolari di conservazione, nome o ragione sociale e sede del produttore, paese di origine della materia prima, numero del lotto di produzione e dichiarazione nutrizionale.

Per quanto riguarda la denominazione di vendita, deve contenere anche l’indicazione della varietà del riso, quindi per esempio specificare se è Arborio, Carnaroli, Basmati e via dicendo.

La tabella nutrizionale del riso, di solito, oltre alle indicazioni di calorie, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale, contiene anche quelle sulle vitamine, in particolare la tiammina (B1), la niacina (PP) e la B5.

Tuttavia le vitamine, così come le fibre e i sali minerali, possono essere riportati in etichetta soltanto se superano il 15% della dose giornaliera raccomandata e soltanto se restano anche dopo che il riso è stato cotto. L’indicazione deve essere data in forma percentuale rispetto alla dose raccomandata giornalmente.

Se vengono riportate le quantità nutrizionali, esse devono essere indicate per i 100 g di prodotto obbligatoriamente e anche per porzione singola (intesa di 80 g). Sulla confezione occorre indicare anche il numero di porzioni presenti all’interno. In genere a un chilogrammo di riso si fanno corrispondere 12 porzioni.

 

Articoli correlati

Articoli correlati

Cibi naturalmente proteici: meglio il cibo agli integratori

Proteine sì, ma non tutte raccontano la stessa storia. Oggi polveri, barrette...

Dolce Sicilia, il distretto che racconta l’isola attraverso i suoi dolci

Ci sono sapori che non sono soltanto buoni. Sono memoria, territorio, famiglia. ...

Fregola sarda: cos’è, come si prepara, come si cucina

La fregola è una piccola pasta tipica della Sardegna, costituita da piccole...

Lascia un commento

campi obbligatori *

Cibi naturalmente proteici: meglio il cibo agli integratori

Anteprima d’estate: artigiani da incontrare tra Puglia, Trentino-Alto Adige, Algeria e Spagna

Anteprima d’estate: prime tappe tra Calabria, Piemonte, Tunisia e Francia

Anteprima d’Estate: info utili

Perché scegliere un olio EVO greco? Il gusto antico del Peloponneso

Dolce Sicilia, il distretto che racconta l’isola attraverso i suoi dolci

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

ARTIGIANO IN FIERA

Magazine

Ottieni ora uno

SCONTO DEL 10%

Copia questo codice ed utilizzalo al tuo
prossimo acquisto: BENVENUTO10M