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Orgosolo: mirto artigianale all’ombra dei murales

mirto artigianale

Orgosolo è famosa per i murales che la adornano fin dagli anni ’70: storie di lotta politica e sociale che attirano i turisti e raccontano della caparbietà degli abitanti. I murales di Orgosolo sono finiti anche sulle etichette delle bottiglie di mirto artigianale prodotte da Piera Cadinu, che dopo dieci anni nell’informatica, si è reinventata artigiana di prodotti “regalati” dalla terra sarda.

Quando diciamo prodotti regalati non siamo retorici, sia ben chiaro: il prodotto di punta della produzione di Piera è il liquore di mirto, raccolto nei dintorni di Orgosolo da piante rigorosamente selvatiche:

Raccolgo le bacche solo ed esclusivamente nel mio territorio. Vado dove so di trovare le piante, chiedo il permesso al padrone del terreno e procedo al raccolto. E’ un’attività molto impegnativa, faticosa! E’ molto più semplice quando hai un mirteto di piante coltivate: in quel caso è una specie di vendemmia. Io ho il problema ulteriore di dovermi spostare in macchina e magari dover raggiungere zone anche impervie.

E’ un mirto che più biologico non si può, insomma: cresce allo stato selvatico…

Sì e il paradosso è che non posso certificarlo, perché non proviene da una zona precisa, ma io so che è biologico al 100%.

A dire il vero un sistema c’è e va oltre la certificazione: fidarsi di Piera e di Artimondo.it!

Parlando con l’artigiana nuorese emerge che la sua storia di imprenditrice è partita davvero in salita. Tre anni fa subì un’intimidazione piuttosto grave, il tentativo di dare alle fiamme una sua proprietà:

Quello che mi successe, sì, mi ha colpita nel personale, ma non ho subito molti danni… Orgosolo è piccola e tutto ciò che accade “fa notizia”. Fu un evento isolato, per fortuna… e credo che la matrice vada ricercata più nell’invidia di qualcuno che non in una vera logica criminale. Il mio è un paese un po’ particolare, dove in pochi hanno voglia di lavorare, ma se tu lavori e fai bene le cose qualcuno gode a romperti le scatole.

Essere cittadina di Orgosolo non è un fattore secondario nell’attività di Piera, anche per quanto riguarda le etichette dei suoi liquori, che come dicevamo in apertura, riproducono i celebri graffiti di ispirazione politica:

Sono segni che contraddistinguono un prodotto che arriva da Orgosolo, è una specie di indicazione geografica sottintesa. Trovando delle etichette così riconoscibili, i clienti sono invogliati a parlare con me, a scavare nella cultura della mia zona.

Il “marketing territoriale colto” di Piera Cadinu ha avuto il suo esordio con il mirto artigianale, ma è proseguito poi con gli altri prodotti del suo catalogo come il finocchietto selvatico, l’elicriso (raccolto in altura), il corbezzolo, il limoncello e il liquore allo zafferano, che merita un approfondimento:

E’ l’unico prodotto che compro. A Orgosolo si coltiva zafferano da oltre duecento anni, perché si usava come colorante per i copricapi di seta dei costumi tradizionali delle donne. Qui c’è una signora che produce ancora la seta artigianalmente, a partite dai bachi. Il mio liquore è molto aromatico e “picchia duro”!

Piera Cadinu è una habitué dell’Artigiano in Fiera: oltre a trovarla su Artimondo.it sarà possibile incontrarla dal vivo dal 5 dicembre a Fieramilano.

 

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