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La pera Coscia dell’Etna: caratteristiche e peculiarità del frutto “salva denti”

pera Coscia dell'EtnaLa pera Coscia dell’Etna è una rinomata varietà di pera (il frutto del Pyrus communis) coltivata in Sicilia alle pendici dell’omonimo vulcano, in particolare nell’area nord occidentale di Catania (Maniace, Bronte). Qui le peculiari condizioni pedoclimatiche determinano le caratteristiche organolettiche di questo tipo di pera detta anche “Coscia di monaca” o “Coscia di donna”.

Dalla maturazione estiva (luglio-agosto) e dalla buccia verde brillante che diventa quasi gialla nei frutti maturi, la pera Coscia dell’Etna ha un forma tipicamente calebassiforme: la posizione di massimo diametro è tutta spostata verso la base del frutto. Le striature e i puntini rossi presenti sulla buccia indicano le parti del frutto maggiormente esposte al sole.

La pera coscia dell’Etna – dalla polpa bianca, dolce e granulosa – apporta all’organismo (come la pera in generale) importanti nutrienti racchiusi in poche calorie. Le pere contengono buone percentuali di potassio, calcio e magnesio. Inoltre abbondando di zuccheri semplici (fruttosio), contengono vitamina C e antiossidanti naturali come il betacarotene e la luteina.

Senza dimenticare che le pere sono ricche di fibre che agevolano le funzioni intestinali e aumentano il senso di sazietà risultando quindi di aiuto anche se si devono tenere a bada fame e peso corporeo. Tra le fibre presenti anche la pectina che unendosi al colesterolo nell’intestino ne agevola l’evacuazione tramite le feci.

La pera coscia dell’Etna contro la carie

Alla pera coscia dell’Etna sono ascrivibili anche della qualità per così dire “specifiche” secondo la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) i cui agronomi nell’ambito dei consigli forniti a proposito della Piramide Odonto-alimentare (suggerimenti su come abbinare i cibi per ridurre il rischio carie) hanno evidenziato i poteri anticariogeni della pera etnea.

La pera Coscia è stata eletta infatti come “prodotto star” nel paniere della “spesa salva denti” per le sue proprietà anticarie imputabili non tanto alla composizione chimica del frutto ma all’azione meccanica che esercita in bocca agevolando la rimozione dei residui di cibo tra i denti.

 

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