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Bitter | Glossario dell’artigianato

Bitter:

bitter

il bitter è un liquore per aperitivo a bassa gradazione alcolica. Il suo nome, che a volte viene usato come sinonimo di amaro digestivo, deriva dalla parola bitter, che significa amaro in diverse lingue (come olandese e tedesco). Nati con scopi medicinali, e derivati dagli elisir di lunga vita di tradizione medievale, questi liquori ottenuti tramite infusione di erbe e radici in alcool sono stati utilizzati nei secoli per curare diverse patologie.

L’invenzione del bitter così come lo conosciamo oggi invece è piuttosto recente e si può collocare agli inizi dell’Ottocento: i precursori sono stati alcuni liquori inventati da medici e farmacisti, come il Peychaud’s, usato per preparare il sazerac (Antoine Amédée Peychaud – 1830) e il Boker’s Bitters, con all’interno cardamomo, quassia amara e calamo (John G. Boker – 1828), seguiti da altri ideati nel Novecento dai baristi dei locali in cui venivano serviti. Negli anni successivi il loro uso si è esteso ai cocktail, dato che poche gocce di prodotto – più che sufficienti considerato il sapore amaro – sono in grado di donare un maggiore aroma ai drink senza modificarne troppo il gusto.

Capostipite della categoria è l’Angostura, utilizzato per preparare il manhattan: inventato nel 1824 dal dottor Johann Siegert, medico militare dell’Armata di Liberazione di Simon Bolivar è a base di chiodi di garofano, china, radice di genziana, cardamomo ed essenza di arance amare.

Tra i bitter italiani invece ricordiamo l’Aperol e il Campari: il primo, caratterizzato da una bassissima gradazione alcolica (11%) è stato inventato nel 1919 dai fratelli Barbieri di Padova ed è stato presentato in occasione della prima Fiera Campionaria della città veneta, mentre il secondo, che contiene erbe amaricanti e chinotto, è stato ideato intorno al 1860 da Gaspare Campari. Entrambi vengono utilizzati, in base al gusto personale, per preparare lo spritz, anche se la ricetta tradizionale prevede l’uso dell’Aperol.


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