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Canederlo | Glossario dell’artigianato

Canederlo:

canederlo

il termine canederlo (più usato al plurale, canederli) indica un piatto tipico di Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia e Veneto (nella zona del bellunese), delle regioni della Germania sudorientale, ma anche di Austria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia.

La storia dei canederli è molto antica – compaiono persino in un affresco risalente al 12mo secolo – e il loro nome deriva dalla parola knödel, che deriva a sua volta da knot, che in tedesco significa grumo.

Il canederlo infatti è una sorta di gnocco grezzo che nasce nella tradizione contadina, inventato originariamente per riciclare gli avanzi: si prepara con pane raffermo e diverse farciture (come speck per gli Speckknödel o formaggi locali per i Käseknödel, ma anche erbette o spinaci). Ogni canederlo ha un diametro di circa 5 cm, è di forma sferica, e viene solitamente cotto nel brodo di carne o in acqua salata. Al termine della cottura i canederli vengono serviti in brodo, con burro fuso oppure asciutti insieme ad altri piatti come gulasch, crauti o altre verdure.

Ma i canederli si possono preparare anche in versione dolce: un esempio sono i canederli di albicocche (Marillenknödel) oppure quelli di prugne (Zwetschgenknödel). A differenza dei canederli di pane queste varianti si realizzano stendendo sul piano di lavoro un impasto di patate e farina alto circa un centimetro. La frutta, dopo essere stata privata di nocciolo e riempita di zucchero, viene posizionata su questa sfoglia, la si arrotola e si ricavano le singole sfere. Segue la cottura dei canederli in acqua bollente che, al termine, devono essere rotolati in un mix di pan grattato precedentemente abbrustolito con burro, cannella e zucchero. Un’ulteriore variante di canederlo dolce è lo Germknödel, a base di pasta lievitata e composta di prugne o mirtilli, che viene bollito oppure cotto al vapore e che viene servito ricoperto con una salsa alla vaniglia o con un mix di burro fuso, semi di papavero e zucchero a velo.


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