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Che differenza c’è tra ceramica e porcellana?

ceramica e porcellana

Molti oggetti che popolano le credenze delle nostre case sono fatti di ceramica o di porcellana: come accade anche in altre circostanze di vita quotidiana, i due termini, spesso usati come sinonimi, indicano materiali differenti, ognuno con le sue caratteristiche.

Se il famoso equivoco tra marmellata e confettura si riferisce a due prodotti effettivamente ben distinti, il rapporto tra ceramica e porcellana è più quello di un insieme grande che ne contiene uno più piccolo. In effetti la porcellana è un particolare tipo di ceramica, certamente il più pregiato.

La porcellana si ottiene da impasti di minerali suddivisi più o meno in un 50% di caolino (che dà il classico colore bianco), un 25% di quarzo e un 25% di feldspati (di potassio o di sodio, come l’albite, molto presente nella porcellana). La ceramica o per meglio dire “le altre ceramiche” sono terre cotte, gres e terraglie. La composizione delle ceramiche è piuttosto varia: argille, quarzo, feldspati, sabbia, ossidi di ferro e di alluminio. E’ il caolino insomma la discriminante minerale perché si possa parlare di porcellana.  Oltre che per la composizione, la porcellana si differenzia dalle altre ceramiche  per essere caratterizzata da pasta compatta (in questo simile al gres) e per le temperature di cottura, che si aggirano intorno ai 1300 gradi centigradi.

La porcellana si suddivide ulteriormente in dura e tenera (la differenza sta nella temperatura di cottura, lievemente più bassa per la seconda). L’origine della porcellana è localizzata in Cina attorno al settimo secolo; il momento di più alta qualità è comunemente riconosciuto nella produzione del periodo Ming (tra 14esimo e 17esimo secolo). In Europa la produzione di porcellana comincia nel tardo Rinascimento e esplode nel ‘700. Le scuole più prestigiose sono quelle dell’area tedesca (Vienna e Berlino) e quella napoletana (Capodimonte). Il Giappone invece è il luogo d’elezione per la ceramica.

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Come si puliscono ceramica e porcellana?

Per pulire la porcellana che si è ingiallita per il semplice passare del tempo si può strofinare delicatamente sulla superficie del sale fino inumidito. Per il lavaggio di piatti e vassoi si può procedere con detersivo per stoviglie comuni, facendo sempre attenzione a non sfregare troppo energicamente. Per eliminare la polvere ci si può armare di pennello e sapone neutro: dopo aver immerso gli oggetti in acqua tiepida si spennellano i punti impolverati con il sapone e poi si risciacqua. Infine, per macchie persistenti, può essere efficace una miscela di 3/4 di acqua e 1/4 di candeggina, ma è meglio evitare questo trattamento in presenza di decorazioni.

Il modo migliore per lavare la ceramica è con acqua, alcol e aceto, in proporzioni di due cucchiai di aceto e due alcol per ogni litro d’acqua.

Come si smaltiscono ceramica e porcellana?

Nel malaugurato caso che gli amati piatti in ceramica o i preziosi vasi in porcellana che ci abbelliscono le case vadano in mille pezzi, dopo aver racchiuso i cocci in un sacchetto da cui non possano uscire e provocare tagli (a noi o agli operatori dello smaltimento), bisogna dirigersi al cassonetto della raccolta indifferenziata. Ceramica e porcellana infatti non vanno buttate insieme al vetro, perché non sono compatibili nel processo di riciclo.

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