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Maiolica | Glossario dell’artigianato

Maiolica:

maiolica

la maiolica è la terracotta rivestita da uno strato di smalto che la rende impermeabile e resistente. Il suo nome deriva da quello dell’isola di Maiorca, che era uno dei centri più attivi nel Medioevo per la sua vendita, e a livello tecnico si può identificare con questo termine solo quella che viene realizzata con smalto stannifero, anche se è di uso comune identificare con questa parola qualsiasi tipo di terracotta smaltata.

All’estero invece viene chiamata faience, dalla città di Faenza che la produsse per secoli e il periodo d’oro per la maiolica italiana è stato il Cinquecento. Questo tipo di vasellame e oggettistica ebbe grande successo fino al diciassettesimo secolo, quando crebbe l’uso della porcellana, ovvero un altro particolare tipo di ceramica più pregiata e smaltata con la cristallina e cotta a una temperatura che si aggira tra i 1300 e i 1400 gradi.

Lavorazione della maiolica

La materia prima è l’argilla, che viene forgiata: viene cotta nei forni per ceramica che arrivano fino a 1000 gradi per una prima volta e diventa biscotto. Poi per diventare ceramica deve essere lavorata una seconda volta: viene immersa in uno smalto a base di silicio, una sostanza a base vetrosa, e fa un primo strato. Su questo strato bianco si dipinge con i colori, che sono delle polveri che si sciolgono in acqua e sono a base di metalli – Clara Marletta, artigiana di Ceramiche Sun Light

Il processo di lavorazione è molto lungo: dopo aver lavorato il manufatto di argilla al tornio oppure con l’aiuto alcuni appositi stampi (come ad esempio quelli a forma di testa di moro, tipici dell’artigianato siciliano), si lascia asciugare per evitargli shock termici una volta messo in forno. La prima cottura dura circa 24 ore, tra cottura vera e propria e periodo di riscaldamento-raffreddamento, in forni che raggiungono temperature molto elevate. Una volta decorata la maiolica viene nuovamente cotta per 14 ore ed è pronta per essere venduta.


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