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Pizzo San Gallo | Glossario dell’Artigianato

Pizzo San Gallo:

Pizzo san gallo

Il pizzo San Gallo è un tipo di ricamo tornato di moda negli ultimi anni anche perché amato e rilanciato dai grandi stilisti. Molto ricercato in estate, il pizzo San Gallo è sinonimo di abiti al contempo eleganti e freschi, leggeri. Questo tipo di pizzo prende il nome da Sankt Gallen, città della Svizzera orientale, nell’omonimo Cantone, già sede di una scuola tessile e di ricamo rinomata a livello internazionale sulla fine del XIX secolo.

Di quell’antica arte e tradizione di pizzi ricamati a mano, tramandata di famiglia in famiglia e tuttora vivissima, testimonia “Il Museo del Tessile” cittadino dove sono esposti qualcosa come 30mila pezzi: dai costumi e ricami storici a quelli dell’arte tessile contemporanea passando per i reperti di tessuti funerari di antiche civiltà come quella egiziana. San Gallo è la capitale del pizzo in seno all’Europa, una città di circa 70mila abitanti che è anche centro turistico con una parte storica tutta da ammirare. Da menzionare su tutto la splendida Abbazia barocca che è Patrimonio dell’Unesco.

 

Caratteristiche e usi del pizzo San Gallo

Il pizzo Sangallo solitamente è realizzato su tessuti in fibre naturali con motivi e disegni floreali o geometrici, traforati ma anche a rilievo. Il pizzo o merletto Sangallo oggi viene usato sia per decorare capi di abbigliamento sia per l’intimo, ma anche per impreziosire eleganti e pregiate stoffe o tessuti, dalle tende ai cuscini, fino a lenzuola, tovaglie e centri tavola.

Solitamente il pizzo o merletto San Gallo ha una base in cotone, si usano però anche il lino o la seta e materiali più moderni e non ricavati da fibre naturali come il nylon. Applicato sugli orli delle camicie oltreché sulle scollature, tra i diversi tipi di pizzo il San Gallo è uno di quelli che sposa al meglio l’abbigliamento fresco. Ciò non toglie che si può scegliere tra modelli di spessore sottile o doppio, per ricami che possono essere di tipo basso o alto.


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